Guida · Bonus infissi 2026

Detrazione infissi sulla seconda casa: il 36%

Aggiornato a ottobre 2026 · Ristruttura Torino, Torino

In breve

Chi cambia gli infissi di una seconda casa, di un alloggio affittato o di qualsiasi immobile che non è la propria abitazione principale detrae il 36% della spesa sostenuta nel 2026, recuperato in 10 anni. L'aliquota del 50% resta riservata al proprietario (o titolare di un diritto reale) che interviene sulla casa adibita ad abitazione principale, anche se lo diventa al termine dei lavori. Il 36% vale sia per il bonus ristrutturazioni sia per l'Ecobonus; per le spese del 2027 scende al 30%. Fonti: Agenzia delle Entrate ed ENEA.

Quanto si detrae cambiando le finestre di una seconda casa?

Per le spese pagate nel 2025 e nel 2026 la detrazione sugli infissi di una seconda casa è del 36%. La percentuale è la stessa per le due strade possibili: il bonus ristrutturazioni (articolo 16-bis del TUIR) e l'Ecobonus per serramenti e infissi (comma 345, legge 296/2006). La detrazione si divide in 10 quote annuali di pari importo e si usa solo fino all'IRPEF dovuta ogni anno.

Spesa sostenutaSeconda casa e altri immobiliPer confronto: abitazione principale del proprietario
2025 e 202636%50%
202730%36%

Seconda casa, 36%

Spesa 8.000 € → 2.880 € recuperati, 288 € all'anno per 10 anni.

Abitazione principale, 50%

Spesa 8.000 € → 4.000 € recuperati, 400 € all'anno per 10 anni.

Fonti: Agenzia delle Entrate, la misura della detrazione e i limiti; ENEA, vademecum Serramenti e infissi (aggiornamento 23/09/2026), tabella "Entità del beneficio". Esempi indicativi.

Quali immobili prendono il 36% e quali il 50%?

Per l'Agenzia delle Entrate l'abitazione principale è quella in cui la persona che la possiede a titolo di proprietà o altro diritto reale, o i suoi familiari, dimorano abitualmente. Contano quindi due cose insieme: chi paga i lavori e come viene usata la casa. La tabella riassume i casi più frequenti.

SituazioneAliquota 2026
Casa al mare, in montagna o in collina usata nel fine settimana36%
Alloggio affittato a terzi36% per il proprietario che paga i lavori
Casa vuota o ereditata, non abitata36%
Inquilino, comodatario o familiare convivente che paga gli infissi36%, perché non è proprietario né titolare di un diritto reale
Casa del proprietario in cui dimorano abitualmente i suoi familiari50%, perché rientra nella definizione di abitazione principale
Casa acquistata in cui il proprietario va a vivere a fine lavori50%, se diventa abitazione principale al termine dei lavori
Pertinenza (box, cantina) di una seconda casa36%

Fonte: Agenzia delle Entrate, scheda sulla misura della detrazione; per la definizione di abitazione principale l'ENEA rimanda alla circolare 8/E del 19 giugno 2025. Per i familiari il TUIR considera coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo. I casi dubbi vanno verificati con il commercialista o il CAF.

Una seconda casa in montagna può avere l'Ecobonus sugli infissi?

Sì, alle stesse condizioni di qualsiasi altra casa, con un'attenzione in più. Il vademecum ENEA chiede che l'immobile sia esistente, accatastato e dotato di impianto di climatizzazione invernale, e che i nuovi infissi chiudano un volume riscaldato verso l'esterno o verso vani non riscaldati. Una casa di villeggiatura senza riscaldamento non rientra nell'Ecobonus.

Molte seconde case del Torinese sono nelle valli, dove la zona climatica è spesso la F: lì il serramento nuovo deve avere una trasmittanza Uw non superiore a 1,00 W/m²K, contro 1,30 W/m²K della zona E di Torino (DM 6 agosto 2020, allegato E). In pratica in zona F serve quasi sempre un triplo vetro basso emissivo. La scelta del vetro è spiegata nella guida triplo vetro o doppio vetro.

Ci sono limiti di spesa diversi per la seconda casa?

No, cambia solo la percentuale. Con il bonus ristrutturazioni il limite resta di 96.000 € di spesa per unità immobiliare; con l'Ecobonus per gli infissi la detrazione massima resta di 60.000 € per unità immobiliare. Per chi ha un reddito superiore a 75.000 € l'articolo 16-ter del TUIR fissa un tetto complessivo alle detrazioni, che vale per tutte le spese agevolate dell'anno.

Restano uguali anche gli adempimenti: bonifico parlante con codice fiscale di chi detrae, fattura intestata, documenti tecnici del serramento e, quando gli infissi migliorano l'isolamento, la scheda all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, spiegata nella guida comunicazione ENEA per gli infissi. Requisiti e confronto tra i due bonus sono nella guida detrazione infissi 2026.

Conviene cambiare gli infissi della seconda casa nel 2026?

Per chi ha già deciso, anticipare può valere qualche punto: secondo le tabelle ENEA, per le spese del 2027 la detrazione sulla seconda casa scende dal 36% al 30%. Su 8.000 € di serramenti la differenza è di 480 € di detrazione in meno. Conta la data del pagamento con bonifico, non quella dell'ordine: le date vanno verificate con il commercialista o il CAF.

Chi invece pensa di trasferirsi nella seconda casa dovrebbe parlarne prima con il commercialista: secondo l'Agenzia delle Entrate, se l'immobile diventa abitazione principale al termine dei lavori spetta il 50%. Anche la sola sostituzione delle finestre, senza altri lavori, può essere agevolata: lo spiega la guida bonus infissi 2026 senza ristrutturazione.

Cosa fa Ristruttura Torino per una seconda casa?

Ristruttura Torino, in Corso Trapani 117 a Torino, monta infissi in PVC con profili REHAU, Schüco e Salamander e infissi in alluminio Schüco (prezzo su richiesta). Durante il rilievo misure (100 €, scalati dal prezzo se si accetta il preventivo) controlla la zona climatica del comune e sceglie il vetro per stare nel limite di Uw richiesto; nel preventivo scritto riporta il valore Uw di ogni serramento e dopo la posa compila la comunicazione ENEA. L'aliquota spettante e la capienza IRPEF restano da verificare con il commercialista o il CAF.

Finestra in PVC effetto legno, finitura scelta spesso per le case di villeggiatura
Finestra in PVC effetto legno montata da Ristruttura Torino.

Vuoi un prezzo per le finestre della seconda casa?

Con il preventivatore della pagina serramenti a Torino scegli i serramenti, scrivi le misure e vedi una stima indicativa con quanto recuperi al 50% o al 36%. Poi il rilievo misure e un preventivo scritto.

Domande frequenti sulla detrazione infissi per la seconda casa

Quanto si detrae per gli infissi della seconda casa nel 2026?

Il 36% della spesa sostenuta nel 2026, recuperato in 10 quote annuali di pari importo. Vale sia per il bonus ristrutturazioni sia per l'Ecobonus; per le spese del 2027 l'aliquota scende al 30%.

Se affitto l'appartamento posso avere il 50% sugli infissi?

No. Un alloggio affittato a terzi non è l'abitazione principale del proprietario, quindi nel 2026 la detrazione è del 36%. Anche l'inquilino che paga gli infissi detrae il 36%, perché non è titolare di un diritto reale.

Se mi trasferisco nella seconda casa dopo i lavori ho il 50%?

Secondo l'Agenzia delle Entrate sì, se il proprietario la adibisce ad abitazione principale al termine dei lavori. Conviene documentare il trasferimento e verificare il caso con il commercialista o il CAF prima di pagare.

Una casa in montagna senza riscaldamento ha l'Ecobonus sugli infissi?

No. Il vademecum ENEA richiede che l'immobile abbia un impianto di climatizzazione invernale e che gli infissi chiudano un volume riscaldato. Se la casa è riscaldata e si trova in zona climatica F, il nuovo serramento deve avere Uw non superiore a 1,00 W/m²K.

Per la seconda casa serve la comunicazione ENEA?

Sì, alle stesse condizioni dell'abitazione principale: per l'Ecobonus la scheda descrittiva va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori sul portale bonusfiscali.enea.it. Ristruttura Torino la compila per i propri clienti dopo la posa.

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Questa guida riassume le regole pubblicate da Agenzia delle Entrate ed ENEA a ottobre 2026 e non sostituisce una consulenza fiscale. Ristruttura Torino · Corso Trapani 117, 10141 Torino · +39 329 469 6448

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